Il Metodo Gold ®
Il Metodo Gold propone un approccio multidisciplinare alla salute, basato su una comprensione integrata e globale dell’essere umano, in cui la bocca e i denti rappresentano una chiave di lettura per l’equilibrio generale.
Questo progetto nasce con l’obiettivo di creare un dialogo reale tra discipline diverse, mettendo in relazione Gnatologia, Osteopatia, Logopedia, Dentosofia, Omeopatia e Biomagnetismo in un’unica prospettiva coerente.
Nei livelli più avanzati, il percorso si apre anche a un approfondimento delle energie sottili, attraverso pratiche tramandate dall’Antroposofia e dalle Terapie Essene ed Egizie. In questa visione, l’individuo viene considerato nella sua totalità, nei suoi aspetti fisici, funzionali, emozionali, mentali e spirituali, come un sistema unico e inscindibile.
La salute, in questa visione, non è semplicemente l’assenza di sintomi, ma l’espressione di un equilibrio dinamico tra le diverse parti dell'individuo.
Ogni disturbo è spesso il risultato di adattamenti e compensi che coinvolgono più sistemi contemporaneamente e che si sviluppano nel tempo come risposta a sollecitazioni fisiche, emotive e ambientali.
Il corpo si adatta continuamente e il sintomo rappresenta spesso il segnale visibile di un equilibrio che si è progressivamente alterato.
Questo spazio è pensato sia per i professionisti sanitari e non sanitari che desiderano approfondire, formarsi e lavorare in modo realmente integrato, sia per i pazienti che cercano una comprensione più ampia, consapevole e profonda del proprio stato di salute. Qui la persona non viene divisa in compartimenti, ma osservata nella sua globalità, riconoscendo le relazioni costanti tra corpo, funzione, sistema nervoso ed esperienza emotiva.
L’approccio integrato del Metodo GOLD è studiato per accompagnare l’individuo in ogni fase della vita ed è pertanto adatto ad adulti, bambini, anziani, sportivi, donne in gravidanza. Ogni età e ogni condizione presentano specifiche esigenze di adattamento e di equilibrio, e l’integrazione delle discipline consente di rispondere in modo personalizzato e rispettoso alla complessità della persona.
Questo tipo di approccio è indicato in presenza di disturbi muscolo-scheletrici come cervicalgie, dorsalgie, lombalgie, sciatalgie, dolori articolari, rigidità e limitazioni di movimento, così come nei disturbi posturali caratterizzati da asimmetrie, compensi, atteggiamenti scorretti e squilibri globali. È particolarmente utile nei disturbi cranio-cervico-mandibolari, nelle disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare, nelle cefalee, nelle tensioni craniche, nei dolori facciali e nelle malocclusioni. Trova inoltre indicazione nei disturbi viscerali funzionali, come problematiche digestive, reflusso, gonfiore e tensioni addominali, e nei disturbi legati allo stress, in cui si manifestano tensioni croniche, affaticamento e alterazioni del tono neurovegetativo.
Ma è altresi indicato in chi vuole portare il suo stato di consapevolezza ad un livello superiore andando a rimuovere blocchi fisici ed emotivi dal proprio sistema e portare un miglioramento nella propria vita attraverso un lavoro su se stesso a diversi livelli.
Il Metodo GOLD non si propone di eliminare il sintomo in modo isolato, ma di comprendere il linguaggio del corpo, leggere i compensi, sciogliere le tensioni e accompagnare l’organismo verso un recupero della sua capacità di autoregolazione.
È un approccio che rispetta i tempi della persona, che ascolta prima di intervenire e che considera la salute come un processo dinamico di adattamento, equilibrio e consapevolezza.
Dott.ssa Cristina Barni

“La bocca non è solo un organo funzionale, ma un punto di incontro tra struttura, postura ed emozione.”
Gnatologia
La gnatologia studia la funzione dell’apparato stomatognatico e le sue relazioni con il resto del corpo, integrando equilibrio neuromuscolare, postura e adattamenti funzionali.

“Il corpo non mente. Racconta sempre la sua storia, se impariamo ad ascoltarla.”
Osteopatia
Disciplina manuale che valuta e tratta restrizioni e compensi, sostenendo la capacità di autoregolazione dell’organismo e l’equilibrio tra struttura e funzione.

“Ogni funzione è un dialogo tra il sistema nervoso e l’esperienza della persona.”
Logopedia e Terapia Miofunzionale
Rieduca le funzioni orali (respirazione, deglutizione, postura linguale, fonazione), favorendo schemi più fisiologici e stabili in età evolutiva e nell’adulto.

“La forma è memoria della funzione, e la funzione è espressione dell’essere.”
Dentosofia
Approccio che osserva la bocca come centro di regolazione: crescita, funzione, postura e sistema nervoso in relazione, con strumenti funzionali come l’attivatore.

“La guarigione non si impone: si risveglia dall’interno.”
Omeopatia
Sistema terapeutico basato sul principio di similitudine, che stimola le capacità di autoregolazione dell’organismo, sostenendo un riequilibrio profondo e personalizzato.

“Vedere non è solo un atto visivo, ma un’esperienza neurologica e posturale.”
Optometria
Disciplina che valuta la funzione visiva in relazione al sistema nervoso e alla postura, migliorando integrazione sensoriale, equilibrio e coordinazione.

“Il corpo risponde quando l’equilibrio energetico viene ristabilito.”
Biomagnetismo
Tecnica che utilizza campi magnetici per riequilibrare il pH e i sistemi biologici, favorendo la rigenerazione e il recupero funzionale.

“Antiche conoscenze al servizio dell’equilibrio moderno.”
Terapie Essene ed Egizie
Pratiche tradizionali che lavorano sui piani energetici, simbolici e corporei, integrando il lavoro fisico con quello emozionale e spirituale.
Gnatologia

“La bocca non è solo un organo funzionale, ma un punto di incontro tra struttura, postura ed emozione.”
La gnatologia è la branca dell’odontoiatria che studia la funzione dell’apparato stomatognatico, delle disfunzioni del complesso cranio-cervico-mandibolare e le sue relazioni con il resto del corpo. Con il termine apparato stomatognatico si intende l’insieme di denti, mandibola e mascella, articolazioni temporo-mandibolari, muscoli masticatori, sistema nervoso correlato e strutture cranio-facciali.
La gnatologia nasce come disciplina scientifica nel XX secolo, in particolare negli Stati Uniti, grazie agli studi di autori come B.B. McCollum, Stallard, Posselt e Dawson, che iniziarono ad analizzare in modo sistematico la cinematica mandibolare, la relazione tra occlusione e articolazioni, il ruolo dei muscoli masticatori e l’importanza delle articolazioni temporo-mandibolari nel sistema posturale. Con il tempo, la gnatologia si è evoluta integrando conoscenze di biomeccanica, neurofisiologia, postura, osteopatia e medicina funzionale , diventando sempre più una disciplina di integrazione e non soltanto di meccanica dentale.
In questo ambito, l’odontoiatra rappresenta la figura medica di riferimento per la valutazione e la gestione clinica di tali problematiche, in virtù delle competenze stabilite dal suo profilo professionale.
Alla base della gnatologia vi sono alcuni principi fondamentali. La funzione è considerata prioritaria rispetto alla forma, poiché la funzione masticatoria, deglutitoria e posturale guida e modella la struttura. La bocca non è vista come un sistema isolato, ma come parte integrante dell’equilibrio corporeo. Muscoli, articolazioni e sistema nervoso lavorano in sinergia e, quando uno di questi elementi entra in squilibrio, l’intero sistema si adatta. Il corpo, infatti, compensa le disfunzioni dell’apparato stomatognatico creando adattamenti posturali anche a distanza.
La mandibola è sospesa in un sistema neuromuscolare complesso, collegato al cranio attraverso le articolazioni temporo-mandibolari, al rachide cervicale, al sistema fasciale e al sistema posturale. Una disfunzione occlusale può generare compensi lungo tutta la catena corporea e, allo stesso modo, un problema posturale può riflettersi sulla funzione mandibolare. Questo continuo dialogo tra bocca e corpo rende la gnatologia una disciplina chiave nella comprensione dei disturbi funzionali complessi.
La gnatologia trova indicazione in numerose condizioni quali: dolori mandibolari e cervicali, cefalee ed emicranie, alterazioni funzionali e di sviluppo, disturbi posturali, bruxismo, serramento dentale, tensioni muscolari croniche, dolori articolari, rumori articolari, limitazioni di apertura, blocchi mandibolari, vertigini, acufeni.
La gnatologia non è soltanto una disciplina odontoiatrica, ma un vero e proprio ponte tra bocca e corpo. È la scienza della funzione, del movimento e dell’equilibrio.
Perché la bocca non mastica soltanto: regola, compensa e comunica con l'intero organismo.
Osteopatia

“Il corpo non mente. Racconta sempre la sua storia, se impariamo ad ascoltarla.”
L’osteopatia è una disciplina manuale che si occupa della valutazione, della prevenzione e del trattamento delle disfunzioni dell’apparato muscolo-scheletrico e dei sistemi correlati, con l’obiettivo di favorire il recupero dell’equilibrio funzionale dell’organismo. Si basa su un principio fondamentale secondo cui struttura e funzione sono strettamente interdipendenti e ogni alterazione dell’una può influenzare l’altra. In questa visione, il corpo è considerato come un’unità in cui sistemi diversi, come quello muscolo-scheletrico, viscerale, fasciale, cranio-sacrale e nervoso, sono in costante relazione. L’osteopatia non lavora sul singolo sintomo isolato, ma ricerca le cause , i compensi e gli adattamenti che possono aver portato alla manifestazione del disturbo, leggendo il corpo nella sua globalità.
L’osteopatia nasce alla fine del XIX secolo negli Stati Uniti grazie al medico Andrew Taylor Still , che, deluso dai limiti della medicina del suo tempo e dall’uso eccessivo di farmaci spesso inefficaci o dannosi, sviluppò un nuovo approccio basato sulla conoscenza approfondita dell’anatomia, sull’osservazione della fisiologia e sul rispetto delle capacità di autoguarigione del corpo . Nel 1892 fondò la prima scuola di osteopatia, la American School of Osteopathy, a Kirksville, nel Missouri. Il suo principio guida era “Find it, fix it, and leave it alone”, ovvero trova la disfunzione, correggila e lascia che il corpo faccia il resto. Da allora, l’osteopatia si è diffusa in tutto il mondo, evolvendosi e integrandosi con le conoscenze scientifiche moderne, mantenendo però la sua visione globale della persona.
L’osteopatia si fonda su alcuni pilastri concettuali che ne guidano l’approccio clinico. Il corpo è un’unità funzionale in cui struttura, funzione, mente ed emozioni sono interconnesse. L’organismo possiede meccanismi intrinseci di autoregolazione e di autoguarigione, che l’osteopata si propone di sostenere e facilitare. Esiste una relazione costante tra struttura e funzione, per cui ogni alterazione strutturale può influenzare la funzione e viceversa. Inoltre, una un’unità funzionale in cui struttura, funzione, mente ed emozioni sono interconnesse. L’organismo possiede meccanismi intrinseci di buona circolazione, intesa come flusso sanguigno, linfatico e nervoso, è essenziale per la salute dei tessuti e per il corretto funzionamento dei sistemi.
“In natura non esiste niente di isolato, ma tutto è in connessione con qualcos’altro che si trova davanti, accanto, sotto e sopra.” J.W. Goethe
Nel suo lavoro, l’osteopata valuta e tratta l’apparato muscolo-scheletrico, occupandosi della colonna vertebrale, delle articolazioni, dei muscoli e dei legamenti, ma anche il sistema fasciale, osservando le catene di continuità tra i distretti corporei, le tensioni globali e gli adattamenti. Si occupa del sistema viscerale, valutando la mobilità e la motilità degli organi interni, le relazioni tra visceri e postura e le influenze viscerosomatiche. Lavora sul sistema cranio-sacrale, considerando le ossa craniche, le meningi, il liquido cefalo-rachidiano, il sacro e la colonna vertebrale. Integra inoltre la valutazione del sistema nervoso, centrale e periferico, osservando la relazione tra tensioni meccaniche e risposta neurovegetativa.
L’osteopata non cura una patologia nel senso tradizionale del termine, ma individua le restrizioni di mobilità, le tensioni e i compensi che ostacolano il corretto funzionamento dei sistemi, accompagnando il corpo verso un recupero della sua capacità di adattamento e di equilibrio. L’obiettivo non è imporre un cambiamento, ma creare le condizioni affinché l’organismo possa esprimere al meglio le proprie risorse di autoregolazione.
Principali ambiti di intervento dell’osteopatia:
Disturbi muscolo-scheletrici (cervicalgia, lombalgia, sciatalgia, dolori articolari), Squilibri posturali e compensi funzionali, Disfunzioni cranio-cervico-mandibolari e ATM, Cefalee e tensioni cervicali, Disturbi viscerali funzionali (digestivi, reflusso, gonfiore), Disturbi legati allo stress e alle tensioni croniche, Disturbi del sonno, Limitazioni della mobilità e rigidità articolari, Disturbi in ambito pediatrico (coliche, torcicollo, plagiocefalia funzionale), Disturbi in gravidanza e nel post-parto, Prevenzione e supporto in ambito sportivo.
Logopedia e Terapia Miofunzionale

“Ogni funzione è un dialogo tra il sistema nervoso e l’esperienza della persona.”
La logopedia è la disciplina che si occupa della valutazione e del trattamento delle funzioni orali, della comunicazione e della coordinazione oro-facciale. In un’ottica funzionale e integrata, osserva come respirazione, deglutizione, postura linguale, masticazione e fonazione si organizzano e interagiscono tra loro.
La bocca è un distretto altamente specializzato e ricchissimo di recettori, in costante dialogo con il sistema nervoso centrale e con la postura. La posizione della lingua, il tono delle labbra e la qualità della respirazione influenzano lo sviluppo delle arcate e l’organizzazione posturale globale. Quando una funzione cambia, cambia anche l’intero equilibrio.
La logopedia e la terapia miofunzionale accompagnano il passaggio da schemi disfunzionali a schemi più fisiologici, lavorando su respirazione orale, deglutizione atipica, ipotonia o ipertonia muscolare, difficoltà di coordinazione e compensi posturali. Il lavoro è progressivo, percettivo e neuromotorio: non si tratta di forzare, ma di integrare.
In età evolutiva questo approccio è fondamentale per sostenere una crescita armonica. Nell’adulto è utile nei disturbi mandibolari, nel bruxismo, nei disturbi della voce, nella fatica masticatoria e nei disordini funzionali persistenti. La rieducazione permette di sciogliere schemi adattativi consolidati e di restituire spazio alla funzione.
In un percorso integrato, lavora in sinergia con gnatologia, osteopatia, dentosofia, optometria e posturologia. L’obiettivo non è correggere un gesto, ma riorganizzare un sistema, favorendo un equilibrio più stabile tra struttura, funzione e controllo neurologico.
La logopedia e la terapia miofunzionale non impongono, ma accompagnano. Non forzano, ma facilitano. Perché ogni cambiamento duraturo nasce dall’integrazione.
Dentosofia

“La forma è memoria della funzione, e la funzione è espressione dell’essere.”
Il termine “dentosofia” rappresenta una visione in cui la bocca è considerata come uno specchio dell’equilibrio interno della persona. Non si limita a correggere la posizione dei denti, ma osserva la funzione, la crescita e l’espressione dell’intero sistema.
La dentosofia considera la bocca un centro di regolazione dell’organismo, in relazione costante con postura, respirazione, sistema nervoso ed equilibrio emozionale. La bocca diventa così una via privilegiata di dialogo con il corpo.
È indicata sia in età evolutiva che nell’adulto. Nei bambini accompagna la crescita, sostiene lo sviluppo armonico e previene compensi. Nell’adulto favorisce il riequilibrio funzionale, riduce tensioni e sostiene l’integrazione posturale. L’obiettivo non è raddrizzare i denti, ma favorire uno sviluppo armonico, rispettando i tempi e le risorse del sistema.
L’attivatore plurifunzionale di Soulet-Besombes
L’attivatore plurifunzionale è un dispositivo funzionale usato per favorire il riequilibrio delle funzioni orali. Non è un apparecchio ortodontico tradizionale: non sposta i denti con forze meccaniche, ma supporta funzioni fisiologiche come respirazione, deglutizione e postura linguale. Non impone un cambiamento, lo propone.
Attraverso la stimolazione propriocettiva e il coinvolgimento della muscolatura oro-facciale, l’attivatore dialoga con il sistema nervoso e favorisce una nuova organizzazione neuromotoria. La sua efficacia è massima quando inserito in un percorso multidisciplinare che coinvolge osteopatia, logopedia, gnatologia, fisioterapia e posturologia.
In età evolutiva accompagna la crescita. Nell’adulto aiuta a sciogliere schemi adattativi, ridurre tensioni croniche e favorire un riequilibrio globale. Perché anche qui, il cambiamento vero nasce dall’interno.
Omeopatia

“Curare non è sopprimere il sintomo, ma sostenere la forza vitale.”
L’omeopatia nasce alla fine del XVIII secolo grazie al medico tedesco Samuel Hahnemann, che sviluppò questo approccio osservando come alcune sostanze, se somministrate in dosi minime, potessero stimolare una risposta di riequilibrio nell’organismo. Il principio su cui si fonda è la legge della similitudine, secondo cui una sostanza capace di provocare determinati sintomi in una persona sana può aiutare l’organismo a ritrovare l’equilibrio in presenza di sintomi simili. Il rimedio omeopatico, quindi, non agisce per opposizione al sintomo, ma per risonanza con esso, stimolando una risposta interna di autoregolazione.
L’omeopatia è un sistema terapeutico che considera la persona nella sua globalità e si basa sull’idea che l’organismo possieda una naturale capacità di autoregolazione e di autoguarigione. Non si limita a sopprimere il sintomo, ma ricerca le cause profonde dello squilibrio, osservando come il corpo, la mente e le emozioni interagiscano tra loro. In questa visione, il sintomo non è un nemico da combattere, ma un messaggio attraverso cui l’organismo esprime una difficoltà di adattamento.
I rimedi omeopatici derivano da sostanze di origine vegetale, animale e minerale. Piante, minerali, metalli e, in alcuni casi, sostanze di origine animale vengono utilizzati come base per la preparazione dei rimedi, secondo un processo rigoroso che ne preserva l’informazione originaria. Queste sostanze non vengono utilizzate in senso chimico o farmacologico, ma vengono sottoposte a un processo di diluizione e dinamizzazione, attraverso cui l’informazione energetica della sostanza viene progressivamente potenziata.
La dinamizzazione è un passaggio fondamentale dell’omeopatia. Attraverso successive diluizioni e succussioni, il rimedio perde la componente materiale e chimica, ma mantiene e amplifica la sua impronta energetica. In questa prospettiva, non è la molecola a esercitare l’effetto, ma la frequenza, l’informazione vibratoria che il rimedio porta con sé. L’omeopatia, quindi, non lavora sul piano chimico, ma sul piano informazionale ed energetico, dialogando con i sistemi di regolazione dell’organismo.
Questo spiega perché l’omeopatia si inserisce naturalmente in una visione di medicina integrata, in cui il corpo non è considerato solo come una macchina biochimica, ma come un sistema complesso, intelligente, sensibile e adattativo. Il rimedio omeopatico agisce come uno stimolo sottile che invita l’organismo a ritrovare il proprio equilibrio, senza forzarlo e senza sostituirsi ai suoi meccanismi naturali.
L’approccio omeopatico non osserva soltanto la malattia, ma la modalità con cui la persona vive, reagisce, si adatta e risponde agli eventi. Ogni individuo è unico nella sua costituzione, nella sua storia, nella sua sensibilità e nel suo modo di esprimere il disagio. Per questo motivo, l’omeopatia non propone protocolli standardizzati, ma un percorso personalizzato che tiene conto della totalità della persona, includendo la sfera fisica, emotiva, mentale ed energetica.
L’omeopatia si inserisce con naturalezza nei percorsi multidisciplinari, in integrazione con osteopatia, gnatologia, dentosofia, logopedia e biomagnetismo, contribuendo a sostenere i processi di autoregolazione dell’organismo. Mentre le altre discipline lavorano prevalentemente sul piano strutturale, funzionale e biomeccanico, l’omeopatia accompagna l’individuo attraverso processi di disintossicazione e di riequilibrio sul piano sistemico, reattivo ed energetico, favorendo una migliore risposta dell’organismo agli stimoli interni ed esterni.
Questo approccio è adatto a tutte le età, dai bambini agli adulti, dagli anziani alle donne in gravidanza, e può essere utilizzato come sostegno nei momenti di cambiamento, di crescita, di stress o di fragilità. Non si pone in alternativa alla medicina convenzionale, ma in complementarità, con l’obiettivo di ampliare la lettura della persona e di accompagnarla verso un equilibrio più profondo e stabile.
Nella visione della medicina integrata, l’obiettivo dell’omeopatia non è quello di combattere il sintomo, ma è quello di andare alla causa di ciò che ha scatenato la malattia, sostenendo la salute e la capacità dell’organismo a ritrovare il proprio centro. La vera guarigione non è solo l’eliminazione del sintomo, ma il recupero dell’armonia tra corpo, mente e spirito.
Optometria

“Vedere è un atto neurologico, posturale ed esperienziale.”
L’optometria è la disciplina che si occupa della valutazione della funzione visiva e del modo in cui il sistema visivo si integra con il resto del corpo. Non si limita a misurare la vista in termini di acuità visiva, ma osserva come gli occhi si muovono, come collaborano tra loro, come mettono a fuoco, come si coordinano con la postura, con il sistema nervoso e con i processi cognitivi.
La visione non è un atto puramente meccanico, ma un processo complesso che coinvolge occhi, cervello, muscoli, postura ed equilibrio. In questa prospettiva, l’optometria funzionale considera il sistema visivo come parte integrante dell’organizzazione globale della persona, in continuo dialogo con il sistema muscolo-scheletrico, con il sistema nervoso e con la percezione dello spazio.
L’optometria si occupa di valutare e trattare le disfunzioni visive funzionali, come difficoltà di messa a fuoco, problemi di convergenza, affaticamento visivo, alterazioni della coordinazione oculo-motoria e disturbi legati all’uso prolungato degli schermi. Interviene anche nei casi in cui la visione influisce sulla postura, sull’equilibrio e sull’orientamento nello spazio, contribuendo a creare compensi a distanza.
In un’ottica integrata, l’optometria ha un ruolo fondamentale nei percorsi multidisciplinari, in collaborazione con osteopatia, gnatologia, dentosofia, logopedia e altre discipline. La funzione visiva, infatti, è strettamente collegata alla postura, alla posizione della testa, all’equilibrio cranio-cervicale e alla regolazione neuromuscolare.
L’approccio optometrico non si limita a correggere un difetto visivo, ma accompagna la persona verso una visione più efficiente, stabile e integrata, favorendo una migliore organizzazione del sistema. In questa visione, vedere bene non significa solo vedere nitido, ma vedere in equilibrio.
Biomagnetismo

“Il corpo risponde quando l’equilibrio viene ristabilito.”
La Coppia Biomagnetica è un metodo integrativo e non invasivo, sviluppato dal Dr. Isaac Goiz Durán in oltre trent’anni di ricerca. Si inserisce in una visione olistica del benessere e si propone come strumento di supporto per favorire l’equilibrio dell’organismo e i naturali processi di autoregolazione.
Il metodo si fonda sul principio della Risonanza Biomagnetica, secondo il quale alcune disarmonie dell’organismo possono essere associate a variazioni del pH in specifiche aree del corpo, collegate tra loro in coppie. In determinate condizioni di squilibrio interno, queste alterazioni possono favorire una crescita non armonica di microrganismi, che l’organismo può avere difficoltà a gestire, creando così un ambiente meno favorevole all’equilibrio generale e al benessere della persona.
Durante una sessione di biomagnetismo, il ricevente rimane comodamente sdraiato su un lettino e non è necessario togliere gli indumenti. Il trattamento si articola in due fasi principali. Nella prima fase, detta rastreo, l’operatore individua le coppie biomagnetiche attraverso un test kinesiologico. Nella seconda fase, vengono applicati magneti di polarità opposta sui punti individuati, seguendo uno schema specifico elaborato dal Dr. Goiz. La durata complessiva della seduta è di circa 40–60 minuti.
L’applicazione dei magneti genera campi magnetici che, secondo il metodo, possono favorire un riequilibrio della bioelettricità dell’organismo e, di conseguenza, sostenere un ambiente più armonico a livello energetico e funzionale. Il lavoro mira a supportare i meccanismi naturali di equilibrio, adattamento e vitalità del corpo, contribuendo anche a un rilassamento profondo e a una riduzione degli effetti dello stress.
La Coppia Biomagnetica può essere utilizzata come pratica preventiva, come supporto complementare ad altri percorsi di benessere o all’interno di un cammino di riequilibrio personale. È una tecnica che non interferisce con altri approcci, è delicata, accessibile e si integra facilmente in una visione globale della persona.
Terapie Essene ed Egizie

“Antiche conoscenze al servizio dell’equilibrio moderno.”
Le Terapie Essene ed Egizie affondano le loro radici in un’antichissima Arte della Cura, sviluppata nell’antico Egitto e custodita nel tempo dalle comunità Essene. Si tratta di un approccio che considera l’essere umano nella sua totalità e multidimensionalità, riconoscendo l’interazione profonda tra corpo, dimensione energetica, emozioni, mente e spirito.
Questa Tradizione, rimasta nell’ombra per quasi duemila anni, è stata riportata alla luce nel nostro tempo grazie al lavoro di Daniel Meurois e Marie-Johanne Croteau, che ne hanno recuperato la memoria attraverso un profondo percorso di ricerca interiore e spirituale. Le pratiche oggi conosciute sono raccolte nel Nuovo Atlante delle Terapie Essene ed Egizie e rappresentano un adattamento contemporaneo di un sapere che possiamo definire senza tempo.
Le origini di queste terapie risalgono in particolare alla XVIII dinastia egizia, durante il regno di Akhenaton, quando spiritualità, arte, architettura e medicina erano unite in una visione armonica dell’essere umano. In quel periodo, alla conoscenza delle piante e degli oli si affiancava un lavoro diretto sui livelli sottili dell’individuo, con l’intento di risalire alle cause profonde dei disagi. Dopo la morte di Akhenaton, questa conoscenza venne in gran parte dimenticata, ma fu trasmessa oralmente da sacerdoti iniziati fino a rifiorire secoli dopo nelle comunità Essene della Galilea, dove l’Arte della Cura venne ulteriormente sviluppata e praticata come parte integrante del cammino spirituale.
Per comprendere come operano le Terapie Essene ed Egizie, l’esperienza diretta rimane la via più autentica, affidandosi a operatori che ne hanno acquisito la competenza nel rispetto della Tradizione trasmessa da Daniel Meurois e Marie-Johanne Croteau.
La peculiarità fondamentale di questo approccio è il suo Aspetto Trinitario. Il trattamento non coinvolge soltanto chi riceve e l’operatore, ma si svolge all’interno di uno Spazio Sacro in cui è presente anche la dimensione spirituale che dimora in ogni essere. È questa presenza sottile a generare l’“Onda di Guarigione”, attraverso la quale il lavoro può avvenire in profondità. L’operatore non “cura” nel senso tradizionale del termine, ma si pone come tramite consapevole, mettendo a disposizione le proprie conoscenze, la sensibilità e la capacità di ascolto. Il processo avviene nel rispetto della volontà e della capacità di chi riceve di entrare in contatto con i livelli più profondi del proprio essere.
In questo percorso, il disagio non viene mai considerato come un nemico da combattere o un semplice sintomo da eliminare. L’attenzione è rivolta piuttosto alla ricerca delle cause originarie della disarmonia, che spesso si collocano su piani più sottili di quello fisico: vitale, emotivo, mentale o causale. La persona viene così accolta nella sua multidimensionalità di corpo, anima e spirito.
I trattamenti possono talvolta concentrarsi su un disagio già manifestato sul piano fisico, oppure orientarsi prevalentemente sugli aspetti emotivi, mentali ed energetici. In altri casi vengono utilizzate tecniche più profonde, che coinvolgono archetipi, chakra e livelli sottili dell’essere. In generale, il lavoro si svolge soprattutto sul piano eterico, attraverso l’armonizzazione delle nadi, dei chakra principali e secondari, la pulizia dei corpi sottili e l’ascolto delle emozioni, delle forme-pensiero e delle memorie profonde.
Più che una singola tecnica, le Terapie Essene ed Egizie si configurano come un percorso di consapevolezza, che accompagna la persona a riconoscere l’origine profonda dei propri disagi. Spesso questo avviene per tappe successive, nel pieno rispetto dei tempi interiori e del cammino personale di ciascuno.
